L’ ULIVO, UN ALBERO TANTO PREZIOSO DA NON POTER ESSERE SRADICATO

L’ ULIVO, UN ALBERO TANTO PREZIOSO DA NON POTER ESSERE SRADICATO

Un’antica leggenda narra che, un giorno, Atena, dea greca della giustizia, e Poseidone, dio del mare, si sfidarono per dare agli uomini il dono più bello. Zeus, signore di tutti gli dei, sarebbe stato il giudice della gara.

Poseidone, dal suo tridente appuntito, fece nascere il cavallo più potente e rapido del mondo, capace di vincere tutte le battaglie. Atena, invece, regalò l’ulivo. La pianta era capace di medicare le ferite, sanare numerose malattie e di offrire lavoro e sostentamento a numerose famiglie.

Zeus premiò come dono l’ulivo e, per ringraziare la figlia, la rese protettrice di una città che avrebbe portato il suo nome: Atene.

Alcuni anni dopo, uno dei figli di Poseidone, per vendicare il padre, provò a sradicare l’albero di Atena, ma si ferì nell’atto sacrilego e morì. Per evitare che una cosa del genere succedesse nuovamente, gli Ateniesi decisero di porre dei soldati a protezione della pianta sacra e costruirono anche l’Acropoli lì dove essa sorgeva.

Non è un caso forse che, anche oggi, il nostro Governo disciplina le pratiche di espianto e abbattimento, considerando reato l’abbattimento degli alberi di olivo secolari o dall’elevato valore storico, antropologico e ambientale.

Da sempre, l’ulivo rappresenta i valori incarnati dalla dea Atena: fede, forza, nuova vita, amore, pace e trionfo. I Greci, ad esempio, lo utilizzavano anche per premiare i vincitori delle Olimpiadi, offrendo loro una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio. Anche i Romani creavano delle corone con i rami intrecciati di quest’albero per coronare le teste dei cittadini più valorosi.

I Cristiani pure lo hanno sempre associato a questi simboli positivi. Secondo la Bibbia, la colomba liberata da Noè dopo il diluvio universale teneva nel becco un ramoscello di olivo, simbolo che le acque si stavano ritirando e la pace stava tornando. Ma esso è anche simbolo di Pasqua, di resurrezione. L’olio di oliva, invece, è utilizzato simbolicamente per somministrare i sacramenti.

Nel corso del XIX e del XX secolo anche l’arte ha reso omaggio a questa pianta: i pittori Signorini e Fattorini, così come altri, lo hanno dipinto in varie occasioni. E anche Van Gogh, per cui esso rappresentava la vita e il rapporto dell’uomo con la natura.

Passano gli anni, si succedono le civiltà, ma l’ulivo e i suoi frutti, come l’olio d’oliva rimangono una costante. Questa pianta accompagna i popoli e fa parte del nostro immaginario collettivo: soprattutto qua da noi, in Sicilia, non potremmo immaginare la nostre terre senza le file di questo albero bellissimo, senza il lavoro sapiente e paziente di quanti, ogni giorno, si alzano presto per dedicarsi alla cura e alla raccolta delle olive o di coloro che estraggono l’olio nei frantoi. Senza il profumo e la bontà di questi prodotti che ci deliziano quotidianamente. Senza il nostro condimento preferito, il nostro alleato segreto, capace di rendere ogni singolo piatto, anche il più semplice, un tripudio di gusto e aromi!

[Fonti: @teatronaturale.it; reportageonline.it]

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