Come evitare lo spreco di cibo e essere sostenibili
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Come evitare lo spreco di cibo e essere sostenibili

Stop food waste. One health, one planet è lo slogan che accompagnerà, quest’anno, la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare che ricorre il 5 febbraio. Istituita nel 2014 da Andrea Segrè, che è anche il fondatore della campagna Zero Sprechi, essa mira a sensibilizzare le persone sull’enorme quantità di rifiuti organici che ogni anno vengono prodotti in ambito domestico e commerciale.

Annualmente, in Italia, in media, si buttano via, immotivatamente, circa 15 miliardi di euro di prodotti alimentari, la maggior parte dei quali è costituita da frutta fresca (37%), seguita da verdura fresca (28,1%), cipolle aglio e tuberi (5%), insalata (21%) e dal pane fresco (21%) (fonte laRepubblica.it). La ragione? Spesso semplice dimenticanza…

Ma ridurre gli sprechi è importante: in primo luogo perché il cibo prodotto e poi non consumato contribuisce in maniera consistente all’aumento delle emissioni dei gas serra e poi perché è qualcosa di eticamente sbagliato: si tratta di cibo che potrebbe sfamare milioni di persone e assicurare loro una vita dignitosa.

Ma dove si spreca di più?

Secondo alcuni stime, si gettano via più prodotti al Sud, i cui abitanti, benchè si dichiarino più poveri del resto di Italia, una volta al supermercato, spendono molto di più. E poi ci sono le famiglie con figli che si dimostrano essere meno attente dei single, così come gli abitanti dei piccoli comuni rispetto a quelli dei centri urbani.

In mezzo a questi dati non rassicuranti, bisogna però citare anche un trend positivo: il lockdown dell’anno scorso ha aumentato le nostre capacità pianificatrici, ovvero, l’impossibilità di muoverci in maniera del tutto libera, ci ha portato a fare acquisti in maniera molto più oculata e mirata, per salvare 222 mila tonnellate di cibo e risparmiare 6 € pro capite, ovvero 376 milioni euro a livello nazionale (fonte: ilsole24ore.it).

Ciò è merito di una maggiore consapevolezza: l’idea che sprecare sia sbagliato e che si tratta di un “problema” facilmente risolvibile con il giusto approccio emerge in maniera sempre più prepotente anche dalle ultime inchieste, secondo cui il 29% degli italiani ha acquisito conoscenza di comprare troppo cibo; l’85% si dimostra preoccupato da questa cattiva abitudine; l’84% sa di fornire un esempio moralmente non corretto alle generazioni successive e il 77% è conscio dei problemi per l’ambiente che ne derivano. L’85% degli italiani, inoltre, chiede di rendere obbligatorie per supermercati ed aziende la donazione del cibo non consumato ad organizzazioni ed enti che si occupano di persone bisognose, il cui numero è cresciuto in seguito alla pandemia di COVID-19 (fonte laRepubblica.it e ilsole24ore.it).

Ma quotidianamente, nel nostro piccolo, come possiamo contribuire concretamente e ridurre lo spreco e tutte le sue conseguenze negative?

  • Possiamo iniziare con un gesto semplice, quello della lista della spesa: un elenco ponderato delle cose utili per affrontare la settimana ridurrà notevolmente lo shopping casuale e quindi il rischio di avere troppo cibo (che non verrà mangiato) e troppi imballaggi (che a volte non potranno essere smaltiti correttamente).
  • Una volta arrivati al supermercato, iniziamo a fare attenzione alle etichette: se sai che il prodotto andrà a male a breve e hai paura che non arriverai a consumarlo entro tale data, non acquistarlo solo perché il prezzo ti fa gola: lascialo a chi, invece potrà farne uso.
  • Prendiamo l’abitudine, una volta a settimana, di fare il punto della situazione del cibo in frigo: se si nota una scadenza immediata, diamo sfogo alla fantasia con una ricetta svuota-frigo. On-line esistono davvero tanti blog di cucina interessanti fra cui poter scegliere.
  • Congelare è sempre una buona opzione: quando si può fare, regala agli alimenti una vita più lunga.
  • Trasformiamo gli scarti in concime e smaltiamo correttamente gli imballaggi. Laddove è possibile, possiamo riutilizzarli e dar loro una nuova vita: non è raro che una bottiglia sia stata trasformata in un vaso per fiori. Basta solo avere l’idea giusta!
  • Noi vi invitiamo, inoltre, a non vergognarvi di chiedere un cartone in cui portare a casa il vostro pranzo, se non siete riusciti a consumarlo per intero al ristorante, e nemmeno di imbarazzarvi di ricorrere alla doggy bag: anche i vostri amici pelosi hanno diritto a del cibo un po’ più succulento, ogni tanto!

Basta solo prendere qualche piccola precauzione per entrare in sintonia con lo spirito che da questo 2021 anima la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, la quale, da quest’anno e per tutto il decennio a venire, si allinea agli Obiettivi di Sostenibilità indicati nell’Agenda Onu 2030.

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